Published on fnovi (https://mail.fnovi.it)


Animali da compagnia in viaggio: non è burocrazia, è prevenzione

a cura di Daniela Mulas
17/04/2026
.

Dal 22 aprile 2026 entrano in vigore nell’Unione europea le nuove regole per la movimentazione non commerciale di cani, gatti e furetti. Non è un tema per addetti ai lavori soltanto: riguarda famiglie, turismo, responsabilità individuale e sanità pubblica. Non a caso FNOVI ha dedicato al tema un webinar nazionale fissato per lunedì 20 aprile 2026, proprio alla vigilia dell’entrata in applicazione del nuovo quadro normativo.

A prima vista qualcuno penserà all’ennesimo adempimento. In realtà il senso della riforma è un altro: riallineare le regole sui movimenti degli animali da compagnia all’Animal Health Law, sostituendo dal 22 aprile il quadro precedente fondato sul regolamento 576/2013. La stessa Commissione europea sottolinea però un punto importante: le regole esistenti si sono dimostrate solide, proporzionate ed efficaci, e i loro principi fondamentali vengono mantenuti.

Dunque non una rivoluzione, ma un aggiornamento che prova a tenere insieme libertà di circolazione e sicurezza sanitaria.  I cardini restano chiari. Per spostarsi tra Paesi UE, cani, gatti e furetti devono essere identificati con microchip, vaccinati contro la rabbia e accompagnati dal passaporto europeo, rilasciato da medici veterinari autorizzati e compilato con i dati identificativi e sanitari dell’animale. Se poi l’animale viaggia con una persona autorizzata dal proprietario, serve anche una dichiarazione scritta, e lo spostamento deve avvenire entro cinque giorni rispetto a quello del proprietario. 

Ci sono poi condizioni ulteriori che ricordano bene il senso delle norme. Per i cani diretti in alcuni Paesi è previsto il trattamento contro Echinococcus multilocularis in una finestra precisa prima dell’ingresso. Inoltre, oltre il limite di cinque animali, salvo specifiche deroghe, non si parla più di semplice movimentazione non commerciale, ma si entra in un regime diverso, più vicino a quello degli scambi. È il modo con cui l’ordinamento prova a distinguere il viaggio con il proprio animale da situazioni meno trasparenti.

Il punto vero, allora, non è amministrativo: è culturale. Le malattie non rispettano i confini, e lo stesso vale per le leggerezze. Dietro il controllo del microchip, dietro una vaccinazione eseguita correttamente, dietro un passaporto compilato bene, non c’è un formalismo vuoto. C’è la tutela della salute animale e anche della salute umana, a partire da rischi ben noti come la rabbia e il parassita Echinococcus multilocularis, richiamati espressamente nel quadro europeo.  Per questo il tema merita attenzione pubblica e non solo istruzioni operative. La buona prevenzione funziona proprio quando sembra invisibile: evita problemi, rende tracciabili gli spostamenti, responsabilizza i proprietari e valorizza il ruolo dei medici veterinari. In giorni in cui tutto corre veloce, ricordare che viaggiare con un animale comporta anche doveri precisi non è pedanteria. È civiltà sanitaria.


Source URL: https://mail.fnovi.it/node/51870